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Danza orientale
"Una donna morbida ed avvolgente che con movimenti fluttuanti incanta gli avventori aspiranti ad un suo sorriso" è ciò che frequentemente si pensa di uno spettacolo di danze orientali... Sulla danza orientale è stato scritto di tutto, ciò nonostante, non perderà mai quel fascino ammaliatore che è giunto fino a noi con tutte le sue varianti nei millenni. Gli stili sono innumerevoli ed ogni paese arabo ricorda la sua cultura con le proprie danze popolari ed i propri stili codificati. Il nome di danza del ventre venne attribuito dai primi viaggiatori che entrarono in contatto con queste culture e ha totalmente modificato con questo appellativo il suo significato più spirituale, emarginandola verso una visione più lasciva e corrotta. La cultura occidentale di fine ottocento, ha prodotto immagini evocative nella pittura, con la scrittura, nel cinema. Quello prodotto negli USA ha fortemente affermato questo pensiero "corrotto": l'harem veniva rappresentato come un luogo di piacere e di debolezza (cfr. Fatima Mernissi "L'harem e l'occidente"). Questa considerazione frivola si è poi modificata nel tempo con la presa di coscienza che questa danza trasmette notevoli vantaggi sia dal punto di vista fisico che psicologico. La contaminazione ed il successivo contatto approfondito tra il mondo orientale con quello occidentale, si deve soprattutto a tre "donne pioniere" che all'inizio del novecento influenzarono la danza moderna, (concetto che da li a poco si sarebbe sviluppata): Loie Fuller, Isadora Duncan e Ruth S.Denis.
Vedevano nel corpo la possibilità di esprimere spontaneità ed emozioni attraverso il movimento naturale (cfr. "La storia della danza " Edizioni Il Mulino), non più, quindi un movimento statico e codificato come dettavano le regole del balletto dell'epoca. Immaginiamoci a quei tempi tanta sfrontatezza creativa! Un corpo che si esprime con le proprie forme, un corpo che si muove ritmicamente e liberamente da ogni restrizione... (Le donne dell'epoca portavano ancora il busto e vedere una caviglia o una gamba nuda era scandalo!). Loie Fuller con le sue "danze del fuoco" e "della farfalla" rivoluzionò l'uso del palcoscenico. Tante delle sue tecniche sull'uso delle luci sono tutt'ora in uso nei teatri, fece la danza della farfalla con un preparato fosforescente studiato dai coniugi Curie (Stesse tecniche che portarono alla scoperta della radiografia). Isadora Duncan che con il suo movimento naturale e libero sosteneva la visione del mondo greco e quindi usava delle tuniche candide e soprattutto faceva ballare le sue allieve scalze. Ruth S.Denis invece portò sul palcoscenico il mondo orientale, la danza delle mani (mudra) e la danza orientale, fu soprattutto movimento libero, scenografie monumentali che rispecchiavano l'antico mondo egiziano. Ruth S.Denis e la sua scuola in America, diffuse questo tipo di visione libera del corpo e diede vita a compagnie di danza importanti (moltissimi danzatori che avrebbero in futuro trasformato il mondo della danza come Marta Graam). Da quel periodo fecondo la danza moderna mosse i primi passi e a tutt'oggi è considerata l'antesignana dello sviluppo dell'attuale processo creativo e stilistico della danza contemporanea. L’evoluzione non è ancora terminata per via  del fatto che l’uomo per esprimersi dovrà sempre usare il proprio corpo come veicolo di comunicazione e la danza a livello catartico è un modo per descrivere ed esprimere i propri sentimenti interiori (ed i propri conflitti).
La danza orientale è soprattutto femminile. Consente di riconoscere le proprie potenzialità motorie, è una ginnastica completa, si viene a conoscenza di ogni singolo muscolo del corpo positivamente influenza la postura e la consapevolezza di sè. Migliora la tonicità muscolare, il modo di camminare, il mal di schiena, la propria autostima, la memoria. Dal punto di vista fisico-chimico è appurato che il movimento fisico dovrebbe entrare a far parte del vissuto di ogni persona. Usiamo troppo il cervello, pensiamo troppo ed usiamo troppo poco il nostro corpo per esprimerci. Se ne deduce, quindi che una consapevolezza maggiore, migliora lo stato di salute. Non a caso più stimoli motori a livello cerebrale si producono, più sensibilità e consapevolezza se ne ricava. Più mi muovo con il corpo in modo creativo, più sono in salute, mi muovo di più e di conseguenza il mio cervello è più sveglio e più attivo. Anni di ricerca personale sulla danza mi hanno fatto raggiungere equilibrio fisico ed emozionale sia su ciò che essa rappresenta per me e su ciò che trasmetto agli altri. Ho incontrato Saad Ismail dopo molti insegnanti ed il mio modo di vivere la danza si è modificato, ho apprezzato la professionalità e l'amore con cui lui insegna ogni movimento, la pulizia del gesto e il significato che rappresenta. L'incontro della danza orientale con la danza classica. Ho conosciuto il grande maestro Reda quattro anni fa, è uno dei grandi coreografi di danza orientale in Egitto, ha codificato le regole antiche unendole alla visione moderna della danza creando uno stile inimitabile sempre in grado di alimentarsi e crescere.
Portavoce, quindi, di una danza alta e parificata alle altre categorie della danza contemporanea.
Quello che insegno nei miei corsi è principalmente la danza secondo la tecnica di Saad Ismail. Per una conoscenza approfondita sia del corpo (parte scheletrica e muscolare) sia della mente.
Ho integrato questo percorso stilistico e di pensiero con altre tecniche che ho appreso negli anni: Tecniche Yoga, Metodo Pilates, Danza moderna. Coadiuvata sempre da maestri di fama internazionale: Mohamed Reda, Yousry Sharif, Hassan Afifi, Horacio e Beata Cifuentes, Mona Abib, Lidya Tzigane.


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